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Itinerario di
visita
Si inizia l’itinerario
di visita da Piazza S. Luca, ai piedi dell’abitato medievale;
la via Castello sale tra le antiche case di Pagliarelli, le cui viuzze
intricate disegnano un quartiere assai pittoresco.
Al termine, sulla sinistra, sorge la chiesetta della Madonna delle Grazie;
all’interno vi è una tela raffigurante la vergine col Bambino
e un Angelo che intercede per il paese di Motta, raffigurato in basso
(inizi del XIX sec.).
Con una scolta si sale in piazza Castello, dominato dalla mole dell’edificio
moderno che ingloba alcuni resti dalla fortezza medievale e del fianco
della chiesa S. Pietro.
Il Castello (visitabile nei mesi estivi previo permesso), presenta sulla
fronte lo stemma dei signori feudali; una rampa sale presso il fianco
destro, dove si cedono parti antiche dell’edificio. All’interno
la cappella presenta la volta a botte originaria.
Dal terrazzo si gode una stupenda vista sul Tirreno, sulle vicine Madonne
e sul paese.
La chiesa di S. Pietro (XIII-XIV secolo) sorge su una roccia, con una
pittoresca abside rivolta ad oriente. Una rampa di scale raggiunge il
semplice portaletto da cui si accede all’interno; nella raccolta
aula di conservano tele settecentesche (S. Michele Arcangelo; Madonna
del Rosario).
La via S.Maria porta in breve alla Chiesa Madre (Maria SS. Degli Angeli),
di età medievale, ma ricostruita a partire dal XV secolo.
La facciata, incompiuta, presenta un bel prospetto, tripartito da colonne
corinzie che inquadrano il portale. Gli è a fianco una bassa
torre campanaria. L’interno è di classiche forme, a croce
latina, con colonnato un tempo corinzio e profondo presbiterio.
Fra le opere conservate
sono interessanti la grande pala con “l’Assunzione di Maria
e Apostoli” (A. Mercurio? – XVII secolo), il fonte battesimale
(XVI secolo) in marmo di Carrara, la tela con la “Pietà”.
Sui vari altari ci sono statue lignee; nella cappella a d. del presbiterio
sono interessanti gli stucchi settecenteschi che affiancano la Croce.
Dal retro della chiesa si può dare uno sguardo al caratteristico
quartiere “Ruccazzuolu”, a precipizio sulla valletta.
Per la rapida via S. Carlo si scende in breve alla via Roma, che prosegue
il leggera discesa fino a alla Chiesa di S. Rocco, toccando il semplice
Monumento ai Caduti. La Chiesa fu iniziata nel XVII secolo e presenta
un’elegante facciata con decorazioni architettoniche in pietra
arenaria scolpita e un alto campanile. È a tre navate su colonne
corinzie; un bell’effetto spaziale si ha all’incrocio con
il transetto da cupola.
Tutta la superficie è decorata da eleganti stucchi che incorniciano
piccoli quadri ad affresco. In fondo al presbiterio campeggia la pala
d’altare raffigurante la “Madonna in gloria fra santi”
(XVII secolo).
Nella navata destra si apre la cappella di S. Rocco; nelle cappelle
ai lati del presbiterio si conservano una bella “Madonna del Rosario”
in legno e un tronetto barocco dorato (XVII secolo). Da osservare è
il pulpito seicentesco, con i ritratti di alcuni Dottori della Chiesa.
Accanto alla chiesa sorge l’oratorio di S. Filippo Neri; da un
piccolo atrio si passa all’elegante navata, decorata da finissimi
stucchi. Sull’altare c’è una tela raffigurante il
Titolare.
Oltre la chiesa la via A. Maria Difrancia scinde verso il quartiere
S. Croce; girando verso destra si perviene per la via provinciale ai
ruderi dell’antico palazzo Minneci, casa d’abitazione seicentesca,
con robusti elementi in pietra scolpita.
Si prosegue rientrando in paese e risalendo per le vie Fontana e S.
Antonio. Quasi in fondo a questa è l’antica medievale chiesetta
di S. Antonio, di cui sono caratteristiche la facciata e la solida abside.
Si torna in piazza S. Luca, dove di fronte al moderno Municipio sorge
la piccola Chiesetta dell’Annunziata, che conserva una bella statua
marmorea rinascimentale della Madonna (G. Gagini?), una statua lignea
di S. Luca e alcuni interessanti dipinti dei secoli XVII-XVIII. Per
la via Convento si sale al colle su cui sorge un pittoresco calvario
e da cui si gode un bel panorama su Motta.

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ESCURSIONI
Alla Necropoli Romana di Cozzo Sorbo (km 3,5)
Dal
centro una strada carrozzabile (“Pisciulia”) scende toccando
la moderna realizzazione di Fiumara d’arte e il campo sportivo.
Si corre su uno spartiacque che offre panorami sulla valle del fiume Tusa,
passando dalla chiesetta di S. Croce.
A Cozzo Sarbo recenti scavi archeologici hanno rimesso in luce circa un
centinaio di tombe ad inuamazione di età tardoimperiale romana,
relativa ad un abitato che doveva sorgere negli immediati dintorni, dirimpetto
alla vicina città di Halaesa.
Al convento di San Cataldo (km 5,5)
La strada si snoda sinuosamente sui fianchi del rilievo
su cui sorge il paese, passando tra rigogliose campagne e boschetti di
nocciolo.
Il convento si trova in stato di rudere a fronte dell’abitato; viene
identificato con il cenobio bizantino si S. Maria di Sparto, poi passato
all’ordine benedettino e abbandonato nel secolo XVIII. L’edificio
presenta le forme assunte intorno alla metà del ‘700, quando
passò ai signori di Motta; l’antica chiesetta absidata è
oggi invasa da un selvatico e pittoresco groviglio di piante.
A Torremuzza
Scendendo
fino alla SS. 113, presso il ponte sulla fiumara di Tusa, si può
seguire il tratto di costa che giunge sino a Torremuzza, costeggiando
la lunga a ampia spiaggia di Villapiana.
Torremuzza è un abitato sorto ai piedi sella pittoresca torre che
fu proprietà dei feudatari di Motta.
All’edificio si giunge per una breve salita che passa nell’ultimo
tratto fra casette antiche.
Il monumento presenta la parte originaria (XVI secolo) coronata da merlatura
e un corpo aggiunto, verso il mare, più basso e un tempo armato
di artiglierie.
Da Motta
Da Motta si possono effettuare escursioni a: Tusa e Halaesa,
Cefalù, Palermo e Monreale, Ristretta, S. Stefano di Camastra,
Enna e Piazza Armerina, Tindari, Isole Eolie, Messina, Taormina, Catania
e l’Etna.

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