Intestazione  

 

La frazione di Torremuzza è un abitato situato lungo la SS. 113 e sorto ai piedi della pittoresca torre, che fu proprietà dei feudatari di Motta d'Affermo.

Per Castelli l'etimologia Torremuzza potrebbe essere doppia: o perché << il volgo vedendo la torre dimezzata nei merli, la chiamò Torre "mozza" >>, ovvero perché << la storia ci addita che divenutone padrone Muzio Albamonte diedegli il suo nome per averla ristorata >> (Dizionario).

La Torre La Torre Presso la Torre Presso la Torre

 

 

La torre

Sito: Si può raggiungere la torre imboccando, ad un bivio a sinistra al km 156 della ss 113, una strada asfaltata di circa 300 metri.
La torre si eleva su di un’altura a strapiombo sulla sottostante statale, alquanto vicina in linea d’aria al mare, presso la punta in tempi risalenti detta della Pazza o Lippazza.
Era annessa, o più esattamente era fulcro di una fattoria agricola, collegata al piccolo borgo dallo stesso nome.
Dalla sua posizione dominante sono in vista, verso ponente, Castel di Tusa, Raisigerbi e, oltre, Cefalù e capo Zafferano, mentre, verso levante, è visibile l’abitato di Santo Stefano di Calastra; da questo lato non abbiamo rilevato altre possibili vicine corrispondenze, che tuttavia forse esistevano con le torri Margi e Mariazzo (non ritrovate).

Notizie storiche: Il suo aspetto architettonico e la sua tipologia costruttiva tradiscono ancora l’impianto tardo-medievale: la torre, infatti, fu edificata nei primi anni del ‘400, quando << un’invasione fatta da’ Turchi nel casale oggi ducato di Reitano nel secolo XV fu motivo che il [… ?] Agnello vi eresse questo fortilizio. Il re Alfonso vi accondiscese, e donogli il sito >>. Così ci fa sapere Castelli, insolitamente ben informato in tale occasione, perché la torre apparteneva ad un ramo del suo casato.
Ce ne dà conferma Villabianca, che riferisce di << Torremuzza il di cui nome ora è un titolo di Principato ottenuto dalla famiglia Castelli de’ marchesi della Motta di Affermo nel 1794 che son padroni del luogo >>.
L’appannaggio alla famiglia Castelli, principi di Torremuzza e marchesi della Motta, è ribadito in un elenco ufficiale di torri del 1782 , e in una lettera della deputazione del 1809 in cui si chiedono al principe Torremuzza notizie sulla torre.

Descrizione: Già alla fine del ‘500 la << torre era mezzo rovinata >>, annota Camilliani; il fatto di ritrovarla oggi ricomposta in una sua uniformità architettonica fa ovviamente dedurre consistenti interventi in epoca successiva, forse in occasione dell’aggiunta della terrazza su terrapieno, per alloggio di artiglieria, similmente a torre Mazzarelli.
La costruzione è in ciotoloni di fiume, di tonalità rosso-ferrosa, solo in parte ricoperti d’intonaco.
L’originaria forma parallelepipeda a pianta quadrata si è trasformata, nel tempo, per le varie modifiche: oltre alla terrazza frontale di cui s’è detto, sono state aggiunte sua scarpe di rinforzo ai fianchi est e sud, una merlatura di foggia ghibellina, degradante sui prospetti laterali, probabilmente seguendo l’andamento della “mozzatura”, e due garitte sul terrapieno, eseguite durante l’ultima guerra.

 

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